20 febbraio 2019

Addio Karl Lagerfeld!

 
Si è spento a Parigi all'età di 85 anni Karl Lagerfeld. Stilista, come si diceva ai tempi. Fotografo e soprattutto icona stratosferica di un mondo che senza di lui non sarà mai più lo stesso

di redazione out art fit

Mi era già successo per Steve Jobs e per Mike Bongiorno. Adesso anche per Karl Lagerfeld provo quello stesso  senso di imbarazzo e di incredulità. Come se un tale avvenimento non fosse proprio previsto nel normale ordine delle cose. Come se fossi convinto che ad alcune persone, per diritto di nascita o per meriti vari, fosse preclusa a priori la possibilità di incontrarsi con la morte! Di conseguenza scrivere un pezzo di commiato non è cosa facile. Forse per questo che arrivo solo il giorno dopo. Altro che stare sul pezzo! Tanto tutto il mondo si era già precipitato a dire la sua, a raccontare la leggenda, a fare soldi con le visualizzazioni e le condivisioni che ancora le morti eccellenti garantiscono. Su un milione di voci attente e preparate non che la mia avesse qualcosa di nuovo o di profondo da dire. Tutto qui. All’inizio avevo pensato di mettere solo una foto ed un saluto! Poi mi è sembrato un modo troppo facile per uscirne e quindi, approcciando la cosa con la consapevolezza di non esserne capace, eccoci qui!

Intanto Karl Lagerfel, al momento della sua morte, vantava una serie di record personali impossibili da battere. Unico, nel mondo della moda, ad essere contemporaneamente direttore creativo di tre maison: Chanel, Fendi e quella che porta il suo nome! Unico a poter vantare il più lungo periodi di direzione creativa della stessa maison: 53 anni! E’ sempre suo il record sul maggior numero di collaborazioni fatte sia all’interno del sistema moda sia con brand di altri universi. Pensare che uno così sia morto è ugualmente difficile a pensare che un giorno sia anche nato! Eppure lo fece. Il 10 settembre di 85 anni prima nella città di Amburgo. Per chi aspetta la storia di un bambino povero e sfortunato sono dispiaciuto per la delusione! Il piccolo Karl nasce in una famiglia ricca e a suo modo già pervasa di genio e sensibilità. Il genio era quello del padre che fece fortuna con l’idea del latte condensato, la sensibilità era quella di sua madre e del suo violino.

La famiglia si trasferisce a Parigi nel 1953 e Karl, due anni dopo, da autodidatta si presenta al concorso di moda Woolmark Prize che vince nella sezione Capispalla. Per la cronaca, nello stesso anno la sezione Cocktail Dress, viene vinta da un giovanissimo Yves Saint Laurent. A questo punto Karl viene reclutato dalla Maison Balmain come assistente, incarico che lascerà dopo tre anni < Non ero nato per fare l’apprendista>. Dopo un breve periodo come direttore artistico di Jean Patou, Lagerfeld viene attratto dalla nascita del prete-a-porter e comincia a disegnare moda per moltissimi brand nascenti: Chloe, Krizia, Ballantyne, Cadette, Mario Valentino; solo per citarne alcuni. Ma il nome di Karl Lagerfeld rimarrà legato a doppio filo con le due maison che a lui hanno legato buona parte della loro storia: Fendi e Chanel, che ora insieme possiedono un patrimonio inestimabile di schizzi e progetti (circa 150.000 tavole).

Non pago di queste due importantissime direzioni, Karl ha avuto il tempo di fare molte più cose dell’inchiostro che mi rimane per scriverne. Per dare solo un’idea: ha firmato un’auto per BMW, pianoforti per Steinway, animali di peluche per Steiff e Tokidoki, il Rolex Oyster Perpetual Milgauss. Ha firmato il calendario Pirelli Mythology, disegnato i costumi per il Re-Invention di Madonna e creato una linea denim per Diesel. E si potrete andare avanti così per ore. Migliaia di idee, di progetti, di visioni e soprattutto mai che questa moltitudine di impegni abbia intaccato la qualità dei singoli progetti. Sempre il tocco immaginifico di un uomo che di normale aveva solo la passione per la sua gatta birmana bianca Choupette, a cui dedicò anche un libro e a cui, secondo voci sciocche e poco fondate, verrebbe lasciata la sua eredità!

Si può ben dire che non è stato solo il mondo della moda a perdere un suo pilastro ma è il mondo tutto che senza Lagerfeld si priva di una smisurata energia creativa, di quel segno inutile  ma magnifico del dettaglio, di quella poesia poesia estetica e visionaria, lasciando un vuoto impossibile da colmare. Karl Lagerfeld non lascia eredi e per la sua complessità, come lui solo Leonardo, non esisterà mai ne un ruolo ne una dinastia.